Gruppo Folk Gippi Villacidro
Indirizzo: Via Sassari 39S, 09039, Villacidro (VS)
Referente: Marisa Murgia
Telefono: +39 340 1266754
Mail: gruppofolkgippi@gmail.com
Il Gruppo Folk Gippi, con sede a Villacidro, nasce nel 1976 ma viene formalizzato solo nel 1981. Il suo nome deriva dall’antica Curatoria di Gippi, che in epoca feudale si componeva di tanti piccoli villaggi tra cui Villacidro, ridotto all’epoca a un cumulo di rovine, i cui abitanti trovavano sostentamento prevalentemente nella pastorizia. L’abito indossato è frutto di una ricostruzione fatta dai fondatori del gruppo grazie alle fonti letterarie e di qualche anziano del paese che ancora ricordava e custodiva fotografie che ritraevano gli abitanti di Villacidro vestiti con l’abito da festa. Il nostro abito tradizionale, da festa appunto, è stato confezionato in base a delle ricerche effettuate nelle varie biblioteche di studi sardi e attraverso le dirette testimonianze degli anziani del luogo. Nell’archivio di Stato a Cagliari è stato possibile consultare: “A zonzo per la campagna/Villacidro” di G.De Francesco, “Villacidro/Guspini” di F.Cherchi Paba; nella biblioteca di studi a Cagliari “Villacidro un comune di montagna” di G.De Francesco, “Invito a Villacidro” di Mario Pintori, “Iridescenze Villacidro” di Salvatore Manno. Per i disegni e le foto son stati utili le consultazioni di: “Sardegna fra due secoli” a cura di F.Pilia, “Fascino di Sardagna” a cura di L.Piloni e Putzolu, “La Sardegna nelle incisioni del secolo XIX” di Piloni, “Folclore in Sardegna” di Gian Paolo Caredda. Anche alcuni dei romanzi di Giuseppe Dessì in alcuni passi di “San Silvano”, ”Il disertore” e “Paese d’Ombre” sono stati utili per la ricostruzione.
Nello specifico il nostro abito è così confezionato:
ABITO DA DONNA
È così composto: Camicia bianca in cotone con leggera scollatura rifinita da un sottile pizzo con maniche larghe a polsi stretti. Corpetto in broccato rosso con motivi floreali. Gonna nera, finemente plissetata, lunga e grembiule rosso con bordatura dorata, legato dietro con un fiocco grande e con nastri larghi e lunghi. Scialle nero o marrone ricco di ricami floreali fatti a mano,
con elementi chiave quali: la rosa, la spiga, l’uva e la farfalla; puntato al capo, su un fazzoletto nero, con spilli a testa nera. Presenta frange in filo di seta, interamente lavorate a mano, in macramè.


ABITO DA UOMO
È così composto: camicia in cotone con scollo coreano e braghe in cotone bianco cadenti a palloncino. Gonnellino, berrita, ghette e corpetto di colore nero, in panno di lana, e una fusciacca di colore rosso. Sa berrita si indossa con la parte pendente verso la sinistra. Nei periodi freddi era possibile utilizzare “Sa besti”, tipicamente in pelle d’agnello, o il cappotto in orbace.

ABITO DA VEDOVA
È così composto: camicia bianca, in cotone, a manica lunga e colletto in delicato pizzo. Gipponi
stretto in broccato floreale nero che a livello della vita si restringe ulteriormente per poi svasarsi sul bacino, chiuso da innumerevoli gancetti. La scollatura del colletto è a V arrotondata il cui spazio è riempito da un triangolo della stessa stoffa. Tale triangolo di stoffa si può asportare per dar mostra allo scollo ed è unito al gipponi mediante dei bottoncini. La parte posteriore è molto semplice, presenta solo due spezzature oblique e termina con la parte finale a punta. È foderato al suo interno in maniera molto stretta ed è chiuso da una numerosissima fila di ganci. La gonna è lunga sino ai piedi, nera, finemente plissetata a motivi floreali e grembiule in raso di seta nero, lungo e ampio. Le vedove usavano come copricapo il fazzoletto nero a motivi floreali o lo scialle nero.

Attualmente il gruppo è impegnato in una fase di studio per migliorare sempre di più e per poter ricostruire anche l’abito giornaliero. Il Gruppo Folk Gippi ha da qualche anno ripreso a ballare, accompagnati spesso da Pietro Tanda con il suo organetto (musica dal vivo), le danze tradizionali della nostra zona, quali Su ballu Campidanese e Su ballittu. Il Gruppo ha da sempre partecipato a tutte le manifestazioni religiose e non del paese e dell’isola, facendo da rappresentanza per manifestazioni di promozione sociale e da scorta durante le processioni in onore dei Santi.
Con grande piacere il Gruppo anni addietro ha sfilato anche in onore di Sant’Efisio a Cagliari, al Matrimonio Selargino nel 2019, 2022, e 2024, Matrimonio Mauritano nel 2022 e 2023 e in numerose altre processioni in giro per la Sardegna. Nel 2019 ha organizzato due giorni all’insegna della cultura, con un convegno dal titolo “Sa storia de is baddus, de is sonus de su Campidanu e de su connotu” con l’intervento dei relatori Cristiano Cani e Tonino Leoni e una serata dal titolo “Baddendi cun nosu”, con l’esibizione dei piccoli del nostro gruppo con i balli Campidanese e Ballittu e a seguire serata di balli sardi, con la musica di Roberto Fadda.
Abbiamo poi organizzato nel 2024 una serata di balli sardi accompagnati dall’organetto di Pietro Tanda e dalla voce di Luigi Ladu, nella fantastica cornice della Cascata Sa Spendula. Da diversi anni poi includiamo nei nostri corsi di ballo i ragazzi dell’Intercultura, ospitati dalle famiglie del nostro circondario, per far vivere ancora di più la cultura e le tradizioni del nostro paese e della nostra terra. Ad oggi il gruppo si compone di circa trenta soci, di cui alcuni impegnati nello studio dei nostri strumenti tradizionali, quali organetti e fisarmonica, con i maestri rispettivamente Pietro Tanda e Ireneo Massidda e nell’imparare l’arte del ricamo con le anziane del paese.


