Il 26 ottobre si celebra la Giornata Nazionale del Folklore e delle Tradizioni Popolari, istituita il 31 luglio 2019 con la Direttiva del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Nel 1846 lo scrittore e antiquario inglese William J. Thoms, sotto lo pseudonimo di Ambrose Merton pubblicò una lettera sulla rivista letteraria londinese Athenaeum, allo scopo di dimostrare la necessità di un vocabolo che potesse comprendere tutti gli studi sulle tradizioni popolari inglesi. Identificò così per la prima volta il “Folklore” nell’ insieme delle tradizioni popolari di una regione, di un paese, di un gruppo etnico; in tutte le manifestazioni culturali che ne sono espressione; cioè usi, costumi, leggende, credenze e pratiche religiose o magiche, racconti, proverbî e quanto altro è tramandato per tradizione orale.
In un periodo storico caratterizzato dalla globalizzazione e dalla cultura usa e getta, conoscere le proprie tradizioni è importante per conservare la memoria della storia e trasmettere la consapevolezza delle proprie origini alle future generazioni, affinché l’eredità del passato possa essere solida base per le fondamenta del futuro.
Tradizioni popolari non solo per gli addetti ai lavori, ma intese anche come mezzo di comunicazione e promozione sociale per turisti locali o provenienti dalle regioni o dai paesi vicini, nell’ottica di una grande festa che riunisce le comunità in un’unica famiglia e dà il benvenuto agli stranieri